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La storia delle Camicie Bianche Persechini

Ho sempre amato la Camicia Bianca fin da ragazzino. Immagino di aver preso da mio padre questa passione.

Portava sempre o comunque spesso la Camicia Bianca, indossandola con un’eleganza straordinaria. Sai com’è: il papà è sempre il papà.

Le sue camicie bianche erano di una qualità eccezionale. Non so come ci riuscisse, ma in qualunque momento della giornata lo incontrassi la sua camicia bianca era sempre perfetta, impeccabile.

Il colletto, poi, era davvero particolare, una via di mezzo tra il francese e l’italiano. I bottoni in madreperla brillavano alla luce del sole.

Ricordo un giorno – mi emoziona sempre richiamarlo alla memoria – in cui eravamo in partenza per il mare, che distava circa quaranta chilometri dalla casa dei nonni: Jaguar blu, sedili di pelle bianchi, cerchi brillanti e gomme lucide. Papà scese dall’automobile con Camicia Bianca, pantaloni blu e mocassini.

Io avevo circa quattordici anni e a quell’epoca non ero certo elegante, diciamo che preferivo un abbigliamento comodo da ragazzino: t-shirt e pantaloncini di jeans.

Ricordo che mio padre mi guardò e, ridendo, mi disse: “ma stai andando con il nonno in campagna per raccogliere i pomodori”? I nonni lavoravano in campagna e nel periodo estivo noi nipoti trascorrevamo qualche “giorno salutare”, così dicevano i nostri genitori, aiutandoli.

Vai a cambiarti subito, anzi, vieni con me, saliamo in camera, ci penso io”, mi disse mio Padre in tono scherzoso, ma con un sottofondo autoritario.

Mi faceva molto piacere quando lui sceglieva i vestiti per me.

Guardavo sognante i cassetti ordinati di Papà: maglioni di cotone e cashmere riposti con estrema cura e ordine nei loro vari colori. E questa era soltanto la sua camera nella casa dei nonni. Ma lui l’aveva resa elegante con i suoi vestiti e accessori. Ovunque guardassi, vedevo il lusso, l’eleganza, il profumo di tessuti pregiati.

Ecco, questo era mio padre: un uomo elegantissimo, di una classe fuori dal comune. Amava le camicie bianche e immagino di aver preso da lui o, forse, mi piace la camicia di colore bianco perché me lo ricorda.


La ricerca della Camicia Bianca Perfetta

Crescendo, forse anche in ricordo di mio padre, la mia ossessione per la Camicia Bianca Perfetta –  impeccabile come lo erano le sue – aumentava giorno dopo giorno.

Ho iniziato ad acquistare Camicie Bianche di qualsiasi marca o sartoria, beninteso sempre restando tra camicie di qualità. Ma la camicia bianca perfetta come la intendevo io non la trovavo.

Allora sono passato al “su misura” per avere la camicia più giusta possibile come misura, ma soprattutto per poter cambiare accessori come colletto, polsini, bottoni

Ma niente riusciva a soddisfarmi! Nulla si avvicinava alla mia idea di Camicia Bianca.

Negli ultimi vent’anni ho acquistato centinaia di Camicie Bianche, e ancora oggi continuo a farlo. Mi è sempre piaciuto studiarne le parti e conoscerne ogni dettaglio: cucitura, tessuto, accessori.

Le sezionavo; scucivo; usavo la lente d’ingrandimento per coglierne i dettagli e le particolarità; tagliavo il tessuto e ne esaminavo la trama e l’ordito.

Ricordo che, anche senza esperienza, tagliavo il collo per vedere com’era fatto internamente, come fosse un corpo anatomico.

Beh, prima di tagliare o scucire,  le provavo. Volevo indossarle, sentirle addosso, provare la sensazione, osservarmi allo specchio.

Ho sempre amato la Camicia Bianca: mi sono sempre sentito bene indossandola, con giacche, maglioni, gilet, da sola.

La mia curiosità si univa alla ricerca della camicia Perfetta. Ma qual era – qual è – la camicia “Perfetta”? Esiste? Guardando indietro con gli occhi dell’esperienza penso che “perfetta” sia un termine molto soggettivo.

Per me, in quegli anni, la camicia bianca Perfetta era soprattutto il ricordo delle camicie di mio padre. E i ricordi sono sempre sfumati, amalgamati con le nostre fantasie.

Oggi, nella mia “cassaforte segreta”, sono custodite le centinaia di camicie bianche provenienti da ogni parte del mondo: per il settanta per cento dall’Italia,  per il venti per cento dall’Inghilterra, il resto da ogni angolo del mondo.

Oggi infatti la Camicia Bianca Persechini è anche il risultato dell’esperienza accumulata osservando, studiando, testando le migliori camicie bianche al mondo. Tanti colleghi camiciai, anno dopo anno, lavorano chini esclusivamente sul loro prodotto, senza confrontarsi con quanto c’è al di fuori e questo modo di lavorare, che potrei definire “verticale”, mi è sempre sembrato un limite.

La mia crescita nel mondo delle camicie è stata diametralmente opposta, direi “orizzontale”. Dapprima ho studiato per anni il lavoro dei migliori sarti e le loro tecniche e ho cercato di capire il motivo di ogni dettaglio, il perché ogni singolo particolare veniva fatto in un modo piuttosto che in un altro.


L’inizio della Camicia Bianca Persechini e il tessuto “Speciale”

Avevo ormai le idee chiare e nella mia testa si era formata l’immagine della Camicia Bianca Perfetta, ma nessuno era riuscito a materializzarla, neppure per quanto riguarda il tessuto.

Come sai, la Camicia di colore Bianco è “difficile”. Voglio dire che basta poco per fare in modo che una camicia bianca sembri portata da tutto il giorno quando invece magari la indossi solo da qualche ora. Le pieghe, le chiazze di sudore, le trasparenze: tutti problemi che nel bianco vengono amplificati, al contrario di quanto avviene delle camicie colorate.

Il disegno ideale della mia camicia c’era: ogni parte, ogni dettaglio, ogni accessorio, erano pronti nella mia testa e sulla carta, ma nessuno ancora era stato in grado di realizzare quella idea.

Questo non si può fare, quello noi non lo facciamo, questo accessorio no: non c’era una sartoria che mi desse retta. Perché, come spiegavo prima, ogni sarto vive nel proprio piccolo e limitato mondo.

Poi un giorno, per caso, incontro Gianpaolo, l’ormai famoso sarto delle Camicie Bianche Persechini: uno di quegli incontri che capitano meno te l’aspetti.


La prima Camicia Bianca Persechini

La prima cosa che subito mi colpì di lui fu l’apertura mentale, pur tenendo conto che stiamo parlando di un uomo con un’esperienza di quarant’anni nelle camicie.

Eppure mi ascoltava, rifletteva, pensava a quanto io stavo raccontando e, alla fine, estrasse “il coniglio dal cilindro”: il tessuto Bianco “speciale”.

Infatti mi raccontò che era appena rientrato dalla Germania e stava testando un nuovo tessuto Bianco, a sua detta straordinario.

Ma perché in Germania?” gli chiesi, dato che in Italia sapevo esserci parecchi artigiani tessili, con nomi anche importanti.

Li ho provati tutti Stefano, cuciti, stirati, lavati” – rispose Gianpaolo – “e non ne ho mai trovato uno nel bianco come questo”

E se tu hai già provato la Camicia Bianca Persechini sai di cosa sto parlando. Il Bianco è intenso e  quando apri la scatola per la prima volta resti “abbagliato” dalla sua luminosità. Del motivo di questo candore parlerò nello specifico nelle prossime pagine.

Proviamolo”  risposi –  Voglio che tu mi faccia una camicia con questo tessuto. E non soltanto! Deve avere anche tutte le caratteristiche che ti ho spiegato”

Va bene, la facciamo”, mi disse Giampaolo.

Mi piace Gianpaolo, perché ancora adesso non mi dice mai di no. Beh, qualche volta a dire il vero si, ma nella maggior parte delle volte accetta le mie sfide. E credimi che sono sempre sfide molto ardue: l’asticella è sempre alta! E con Gianpaolo, con la sua voce sempre calma che mi ripete “va bene Stefano lo facciamo”, sono ormai anni che lavoriamo in questo modo.

Ma torniamo al momento in cui Gianpaolo aveva accettato di realizzare la mia camicia bianca. Mi disse che sarebbero stati necessari circa 20 giorni. Eh già, anche io dovetti aspettare: si, Stefano delle Camicie Bianche Persechini aspettò tre settimane, proprio come te, quando adesso ti accingi a scegliere il su misura.

Ero proprio curioso di vedere questa camicia: “chissà se ce l’ha fa,” pensavo continuamente. Le premesse sembravano buone, ma fino alla fine, quando non hai la camicia in mano, non si sa mai.

Arrivò il ventunesimo giorno. Me lo ricordo molto bene, perché avevo una sensazione molto positiva. Beh, io sono sempre ottimista, ma quel giorno lo ero ancora di più del solito.

La confezione mi lasciò leggermente perplesso, se devo essere sincero, e non me ne voglia Gianpaolo quando leggerà queste righe: si trattava di una banale scatola trasparente di plastica. “Cominciamo bene”, pensai. Però, poiché tutti gli altri sarti con le loro elegantissime confezioni non erano riusciti a fare o non avevano voluto fare la Camicia Bianca secondo le mie regole, gli diedi fiducia.

Estrassi la camicia da quella confezione “non adatta”, e feci per provarla. Ma poi la rimisi nella scatola: no, non potevo provare la possibile “Camicia Bianca Persechini” lì, così di fretta in sartoria. Volevo indossarla con calma, a casa, con il mio specchio, e con la mia famosa lente d’ingrandimento – che esiste davvero, la mia compagna storica.

Bene, eccomi davanti alla camicia. Ero quasi intimorito, anche se forse questa non è la parola giusta: avevo paura di restarci male. Ormai erano anni che cercavo la camicia Bianca Perfetta.

Mi dissi: “Ne hai provate così tante Stefano che una in più non ti abbatterà il morale”. Ma Gianpaolo, a differenza di tutti quei sarti con i quali per ogni cosa ci dovevo quasi litigare, era stato positivo su ogni mia regola, sereno di poterci riuscire.

Va bene, la provo. Mi posizionai davanti al mio specchio, lo stesso specchio che negli ultimi anni mi aveva deluso con le camicie bianche. Non era colpa sua, ma ogni tanto è distensivo attribuire la colpa a qualcuno o qualcosa d’altro…

Ad un primo impatto il cotone era fresco; non c’era alcuna trasparenza; il collo era proprio come lo volevo io. Ma ora dovevo abbottonarla, infilarla nei calzoni e farci un giro, come si dice.

Mi vedevo bene, cadeva perfettamente, proprio come piace a me, e finalmente mi donava quell’eleganza straordinaria che solo una Camicia Bianca fatta come si deve sa conferirti.

La prima Camicia Bianca Persechini, la parente lontana della Camicia Bianca Persechini di oggi. Perché il miglioramento qui è di casa, e non ci fermiamo mai. Ma finalmente era proprio lei, e sai che ce l’ho ancora? Protetta in una scatola speciale, traspirante. Ogni tanto la riprendo in mano, la guardo e penso: “migliaia di clienti in tutta Italia e da parte dell’Europa per questa camicia, da cui tutto è partito”. Si, oggi mi fa strano pensarci. Ma torniamo a quei giorni, perché è proprio in quegli attimi che tutto è iniziato.


Nasce la Sartoria Persechini

In quel preciso momento, quando finalmente la mia camicia era pronta, compresi che potevo fare di più. Volevo infatti che anche altre persone, amanti come me della camicia Bianca, potessero averla.

Persone che non hanno ancora trovato la Camicia Bianca perfetta, quella Camicia che, quando la indossi e ti guardi allo specchio, ti fa brillare gli occhi; quella Camicia che quando la indossi ti fa sentire come un Re con il suo mantello Reale. Pensavo a quanta fatica avevo fatto per trovare la Camicia Bianca Perfetta in mezzo ad aziende italiane con una qualità in “discesa”, compromessa dalla “moda” ormai dilagante di produrre in paesi stranieri. Certo, avrei potuto lasciare perdere e tenere per per me la Camicia Bianca tanto ricercata in ogni minimo dettaglio. Chi me lo faceva fare? Mettermi nel mercato mi sarebbe costato molta fatica e avrei dovuto scontrarmi con aziende e camicerie storiche del nostro paese.

Poi però ho pensato alla realtà italiana fatta di piccole aziende artigiane di abbigliamento in via di “estinzione” o di aziende che hanno uno standard qualitativo sempre peggiore (penso che te ne sarai accorto) a causa dell’accanimento per il risparmio sulla manodopera e sulla qualità del prodotto, che scelgono di delocalizzare la produzione in paesi asiatici, come l’India e la Cina, o in altri paesi europei come la Romania.

Decisi quindi di realizzare altre Camicie Bianche come la prima per dare a persone come te, sempre alla ricerca dell’eccellenza, una Camicia Bianca Straordinaria.

E così qui nella stupenda Franciacorta in provincia di Brescia, zona famosa per la produzione di vini favolosi, in questa una zona incantata è iniziata la realizzazione delle Camicie Bianche Persechini.


Ma perché l’idea di dedicarmi solo alla Camicia Bianca?

La concentrazione, la specializzazione verso un unico prodotto: questo aveva fatto la differenza nell’ottenere il risultato! L’impegno costante e persistente nella Camicia di colore Bianco e l’aver accumulato negli anni una enorme quantità di conoscenze ed esperienze nel tessuto Bianco.

Senza questa focalizzazione monocolore, non sarei riuscito a realizzare la mia Camicia Bianca Perfetta perché, come sai, la Camicia Bianca è molto delicata e “difficile”: trasparenze, pieghe e così via. Basta che uno solo di questi elementi sia fuori posto per rovinare una camicia dopo qualche ora. E se sei un amante della Camicia Bianca ne sai qualcosa.

Per ogni tessuto – Raso, Oxford, Lino, Popeline, Giro Inglese, Twill e tutti gli altri –  bisogna usare il miglior materiale, testarlo, cucirlo, lavarlo, indossarlo e vederne la resa. Li avevo provati tutti più e più volte negli anni.

Per spiegare questo concetto mi piace fare l’esempio del medico “specialista” e del medico di base “generalista”. Non è questione di essere “più bravo”, ma di essere più competente in un ambito specifico perché:

  • Lo specialista dedica più tempo a quella materia;
  • Lo specialista segue più casi con le stesse problematiche, quindi trova le soluzioni più velocemente e ha la possibilità di fare più esperienza;
  • Lo specialista si aggiorna, studia, frequenta corsi specifici per quell’ambito.

E questo porta lo specialista ad ottenere un risultato migliore, come tutti sappiamo. Le stesse considerazioni valgono per ogni settore.

Quindi mi resi conto che le mie conoscenze unite a quelle del mio sarto in merito al tessuto Bianco e, più in generale alla Camicia Bianca, erano enormi.


La prima produzione per i clienti

Quando ho iniziato non avevo in mente l’ecommerce, cioè la vendita tramite internet; ma la via classica, vale a dire la collaborazione con i negozi di abbigliamento eleganti per uomo.

All’inizio è stata dura per una marca nuova, ma i negozi di abbigliamento di alto livello da uomo mi diedero fiducia. O, per meglio dire, si fidarono della mia Camicia Bianca.

Le camicie Persechini iniziavano a prendere piede fino a quando, un “bel giorno”, ho notato che le vendite stavano calando drasticamente! Cosa stava succedendo?

Ricordo di aver fatto qualche telefonata in giro ai clienti (ai negozi di abbigliamento intendo) e la risposta più o meno era: “ma… non saprei, c’è la crisi Persechini, è normale!”

La Crisi?” Ma come era possibile se fino qualche mese prima le camicie si vendevano?

Nel giro di un mese compresi cos’era successo. Alcuni marchi di abbigliamento avevano minacciato i negozianti di non fornirli più se avessero continuato a gestire le mie camicie. Compresi perciò che avrei dovuto lavorare in modo diverso. Dovevo saltare i negozianti per proporre le mie camicie direttamente ai clienti finali.

Così è nato il negozio online, e con il tempo questa si è rivelata la scelta vincente.

Oggi la vendita diretta al cliente finale ci consente di:

– presentare le promozioni al cliente in modo veloce;

– creare un rapporto diretto fra la sartoria e il cliente per ogni modifica della camicia;

– presentare le novità nel momento giusto –  per esempio seguendo la stagionalità – e suggerire la camicia adatta grazie al contatto diretto con il cliente;

– fornire un’assistenza professionale per la scelta della taglia;

– fornire un’assistenza dedicata per la scelta del tessuto.

E tanti altri vantaggi.

Oggi vedere addirittura i media scrivere su di me e sulle mie Camicie Bianche Persechini mi emoziona molto. A questo proposito tengo a ringraziare di cuore tutti i clienti che hanno creduto in me, nella mia azienda, e soprattutto nella Camicia Bianca Persechini.

Grazie a tutti

Stefano Persechini